La nuova puntata di Report ha portato alla luce ulteriori dettagli preoccupanti sul caso della carne scaduta da anni, rietichettata e immessa sul mercato come fresca dal macello Bervini Primo S.r.l., con sede nel Mantovano. L’inchiesta televisiva ha spinto le autorità ad avviare controlli straordinari e a trasmettere un fascicolo alla Procura, ma restano ancora diversi interrogativi sul destino dei prodotti alterati e sui ritardi nell’intervento.
La ricostruzione del caso
Nelle precedenti puntate dell’inchiesta “Non si butta via niente”, firmata da Giulia Innocenzi, erano emerse pratiche irregolari all’interno dello stabilimento Bervini: carni congelate e scadute da mesi venivano sconfezionate, ripulite nelle parti più compromesse, lavorate e riconfezionate con nuove etichette e con date di scadenza aggiornate, simulando la freschezza del prodotto.
Il 15 ottobre, a seguito delle testimonianze degli operai e delle immagini raccolte, la giornalista ha consegnato all’ATS Valpadana documentazione ed etichette, sollecitando un intervento immediato per ritirare dal commercio la carne potenzialmente rischiosa.
L’attivazione dell’allerta e i sequestri
Soltanto il 25 novembre l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha disposto il richiamo dei lotti sospetti, attivando un’allerta alimentare per i prodotti privi di evidenza di trattamento termico prima della vendita. L’operazione ha portato al sequestro di 180 tonnellate di carne riconducibili al macello Bervini.
In Consiglio regionale, Bertolaso ha confermato che nello stabilimento venivano movimentate carni congelate, sconfezionate, sezionate, rietichettate e in parte rivendute come fresche. L’assessore ha inoltre riconosciuto il valore sociale del lavoro svolto da Report, precisando che ulteriori verifiche sono tuttora in corso.
L’indagine della Procura
L’autorità sanitaria ha trasmesso gli atti alla Procura di Mantova per ipotesi di frode commerciale e vendita di alimenti non genuini. La documentazione successivamente fornita dall’azienda avrebbe confermato lo scongelamento e il successivo ricongelamento di parte dei prodotti, con l’applicazione di nuove etichette e l’estensione della validità.
Tra i casi citati, quello del 12 aprile 2025: è stata lavorata carne proveniente dall’Uruguay scaduta da due o tre anni, a cui è stata attribuita una nuova data di scadenza di ulteriori 24 mesi.
L’intervento delle istituzioni
Anche la Commissione parlamentare sulle ecomafie si è attivata. L’onorevole Stefano Vaccari ha richiesto documenti sulla tracciabilità dei lotti, sottolineando l’importanza del tema al centro dell’inchiesta.
La posizione del Ministero della Salute
In una nota ufficiale, il Ministero della Salute ha precisato che:
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l’allerta RASFF, trasmessa dalla Regione Lombardia il 25 novembre 2025 e validata dalla Commissione europea (n. 2025.9673), riguarda esclusivamente carni bovine congelate riconfezionate nello stabilimento Bervini Primo S.r.l.;
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la distribuzione è limitata al circuito professionale B2B e non ha coinvolto la grande distribuzione organizzata;
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non si tratta quindi di un richiamo rivolto direttamente ai consumatori e, per questo, non è previsto l’obbligo di pubblicazione sul portale dedicato ai richiami.
Secondo il Ministero, i prodotti coinvolti sono stati rintracciati e bloccati lungo la filiera, che comprende anche il settore della ristorazione e la produzione di alimenti per animali da compagnia. Le autorità sanitarie regionali (Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia) stanno conducendo ulteriori controlli. Sono in corso verifiche locali sulla gestione delle forniture già distribuite ai ristoranti prima dell’allerta, mentre le carni destinate all’estero sono state segregate e messe in sicurezza.
Report – Carne: frode in commercio per etichette false?
30/11/2025 – St 2025/26 – 30 min
È il 12 aprile di quest’anno. Nel macello vengono lavorate carni provenienti dall’Uruguay, congelate e scadute nel 2023. Sulle nuove etichette, però, compare come data di congelamento il 12 aprile 2025, senza alcuna indicazione del primo congelamento risalente a due anni prima. La nuova scadenza riportata è il 12 aprile 2027, concedendo al prodotto altri due anni di vita.
Nel servizio emerge inoltre che è stata scongelata carne su cui l’etichetta originale indicava chiaramente: “congelato e poi scongelato, non può essere nuovamente ricongelato”.
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